“Diario di scuola” e la metamorfosi di un somaro. Parola di Pennac

“Diario di scuola” e la metamorfosi di un somaro. Parola di Pennac

Ho conosciuto Daniel Pennac, credo come la maggior parte dei lettori, attraverso le strepitose avventure di Benjamin Malaussène – e già questa saga familiare mi faceva annoverare lo scrittore francese tra i più geniali e stimolanti autori contemporanei – poi, tra una storia e l’altra del più famoso e forse unico capro espiatorio “certificato” di Parigi, mi sono fatta catturare definitivamente da “Come un romanzo” che è riuscito a cambiare profondamente la mia identità di lettrice (ve lo consiglio vivamente!).

Ma è stato nel 2008 che Pennac mi ha fatto incredibilmente ridere, riflettere, capire e sognare rivivendo il luogo che caratterizza per anni e anni la vita di tutti noi: la scuola.

Se la vita è un’APP

Se la vita è un’APP

“Perché nel futuro dovremmo avere bisogno della scuola? In fondo, le risposte a tutte le domande sono contenute in questo smartphone, o presto lo saranno”. Citando questa battuta – ascoltata dalla viva voce di uno studente – Howard Gardner spiega cosa intenda per GENERAZIONE APP: i nativi digitali, cioè i ragazzi nati tra la fine