Genitori digitali: tre incontri per capire come educare al tempo di internet

Genitori digitali: tre incontri per capire come educare al tempo di internet

A partire dal prossimo 24 febbraio a Sassari presso il Centro di Preparazione alla Famiglia si terranno tre incontri organizzati da Metis42 dal titolo “Genitori digitali: educare al tempo di internet“.

Chi di noi non si è mai posto almeno una volta una di queste domande:

  • Cosa fa mio figlio tutto il giorno attaccato allo smartphone?
  • È lì che naviga per ore, posso stare tranquillo? Lo devo controllare?
  • Quali rischi corre mio figlio quando naviga in internet?
  • Come funziona Facebook?
  • Mi figlia sta sempre lì a farsi selfie. Ma chi vede quelle foto? Devo preoccuparmi?

A partire da queste domande molto concrete approfondiremo il tema dell’educazione digitale. L’iniziativa è rivolta a tutti quei genitori (ma anche insegnanti ed educatori) che sentono la necessità di acquisire princìpi, regole, strumenti e strategie per accompagnare i propri figli nel mondo digitale, conoscendone i rischi ma anche – e soprattutto – le opportunità. 

12 atteggiamenti che bloccano la comunicazione con gli adolescenti (e non solo)

12 atteggiamenti che bloccano la comunicazione con gli adolescenti (e non solo)

Facciamo un piccolo test. Quante volte avete sentito delle frasi del tipo:

“Devi stare più attento!”, “Se continui a mangiare così ti rovinerai la salute!”, “Perché non provi a farti seguire da qualcuno?”, “I giovani non hanno più valori”, “Ti sembra questo il modo di comportarti?”, “Dai, in fondo non è così grave, non ci pensare”.

Che cosa avete provato quando vi sono state dette? E noi, le abbiamo mai utilizzate con i nostri ragazzi?

Thomas-Gordon - 12 blocchi della comunicazione

Thomas Gordon

Un noto psicologo americano di nome Thomas Gordon ha individuato 12 “blocchi della comunicazione”, ossia atteggiamenti o stili relazionali che tutti, più o meno consapevolmente, usiamo nella quotidianità non solo con i figli, gli studenti, i ragazzi che seguiamo, ma neanche nelle nostre relazioni “adulte”.

Sono frasi come quelle che ho appena descritto, quasi sempre utilizzate a fin di bene, che però danno il risultato opposto rispetto a quanto auspicavamo: