Sardinia Code Week, alla scoperta delle competenze del futuro

Sardinia Code Week, alla scoperta delle competenze del futuro

Dal 10 al 18 ottobre in tutta Europa (e anche in Sardegna) si svolge la European Code Week, un’insieme di iniziative gratuite, promosse dal basso e su base volontaria dedicate ad imparare le basi della programmazione informatica.

Ormai il “saper programmare” è considerata una competenza fondamentale per gli studenti che si preparano al futuro, alla pari del “saper scrivere, leggere e far di conto”.

Ma che cosa è di preciso il “coding”?

In informatica equivale alla “stesura di un programma”, cioè la capacità di elaborare una sequenza d’istruzioni che, eseguita da un computer, dà forma a tutto ciò che, di digitale, usiamo tutti i giorni.

Nel mondo d’oggi (e di domani), acquisire familiarità con i concetti di base dell’informatica è un elemento fondamentale nel nostro processo di formazione, non solo come persone, studenti o lavoratori, ma anche come cittadini.

Quattro giovani atleti palestinesi in Sardegna: una festa di sport e solidarietà.

Quattro giovani atleti palestinesi in Sardegna: una festa di sport e solidarietà.

Al via il progetto “Lo sport: un ponte per la Palestina” che culminerà nel Mennea Day del 12 settembre. Quando lo sport diventa ponte per seminare pace e speranza.

Per il secondo anno consecutivo Sassari ospiterà quattro giovani atleti di Gerico (cittadina della Cisgiordania), per un’esperienza unica all’insegna dello sport, dello scambio interculturale e della solidarietà, che li vedrà impegnati dal 1 al 15 settembre allo Stadio dei Pini per uno stage di atletica leggera e una serie di innumerevoli eventi collaterali che culmineranno, sabato 12 settembre, con il prestigioso Mennea Day, un’occasione di festa dello sport aperto a tutti, agonisti e non, grandi e piccini.

Famiglia assente all’appello della #buonascuola, mentre in Finlandia …

Famiglia assente all’appello della #buonascuola, mentre in Finlandia …

Tra i temi dibattuti nella tanto criticata proposta di riforma della scuola italiana, tra presidi-sceriffo, valutazione, formazione permanente dei docenti e via parlando, c’è un elemento a mio avviso molto  sottovalutato, quello del rapporto tra scuola e famiglia.

Nel testo in discussione al Senato la parola “genitori” compare solo 5 volte, in riferimento a un generico ruolo consultivo (a discrezione del dirigente) nella redazione del Piano di Offerta Formativa della scuola, e in previsione della creazione di un Comitato di Valutazione degli insegnati.  Anche la parola “famiglia” compare solo 5 volte, e sempre in riferimento ad indicazioni generiche di principio.

Ma in Europa la selezione diretta degli insegnanti non è un tabù

Ma in Europa la selezione diretta degli insegnanti non è un tabù

Una delle maggiori controversie della proposta di riforma della scuola targata Renzi, approvata alla Camera e attualmente in discussione al Senato, è legata all’estensione dei poteri del dirigente scolastico nella selezione dei docenti. Tanto che si parla da più parti di “presidi-sceriffo”.

Il disegno di legge all’Articolo 9 “Competenze del dirigente scolastico” recita: “Per la copertura dei posti dell’istituzione scolastica, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi. […] L’incarico ha durata triennale, rinnovabile in coerenza con il piano dell’offerta formativa”.

“iOsmosi” connecting children, il mondo in classe!

“iOsmosi” connecting children, il mondo in classe!

L’iniziativa che oggi vogliamo presentare si chiama iOsmosi connecting children. Ci ha colpito perché, oltreché sfruttare le nuove tecnologie, aiuta a mettere in comunicazione i bambini di tutto il mondo e, scusate se ci permettiamo di generalizzare, ma questo è il vero segreto per costruire un mondo più umano.

iOsmosi connecting children è una piattaforma che mette in contatto le scuole e i bambini del mondo (dai 3 ai 10 anni) per la condivisione della lingua e dell’identità culturale. Le parole chiave di iOsmosi sono apertura, condivisione, incrocio ossia lavorare insieme per perfezionarsi l’un l’altro.

La buona scuola? Impariamo dalla Finlandia. Parte 2: la didattica

La buona scuola? Impariamo dalla Finlandia. Parte 2: la didattica

Bentornati. In un precedente post (leggi qui) abbiamo presentato gli elementi di innovazione più salienti del sistema scolastico finlandese (considerato  modello di successo a livello internazionale) da un punto di vista organizzativo.

In estrema sintesi possiamo richiamare tre concetti chiave: decentramento, autonomia, qualità degli insegnanti.

In questo articolo vediamo invece quali sono le più importanti differenze (e sono tante e tutte degne di nota), in relazione al modello didattico adottato in Finlandia.
Prendiamo appunti, perché quello che potremmo emulare è davvero tanto.

La buona scuola? Impariamo dalla Finlandia. Parte 1: l’organizzazione

La buona scuola? Impariamo dalla Finlandia. Parte 1: l’organizzazione

In questi mesi concitati nei quali va definendosi la ”nuova scuola italiana”, vale la pena (come sempre), andare a studiare che cosa hanno fatto da altre parti e cercare di emulare i migliori.

La Finlandia ormai da qualche anno è indicato come caso da manuale di buona scuola a livello mondiale.