L’innovazione didattica parte dal basso: dalla classe 3.0 alla flipped classroom

L’innovazione didattica parte dal basso: dalla classe 3.0 alla flipped classroom

Tra gli innumerevoli processi di riforma della scuola introdotti negli ultimi anni, che troppo spesso si sono rivelati mere razionalizzazioni dell’esistente in funzione di obiettivi di risparmio della spesa, c’è sempre stato un tema quasi del tutto assente, o inserito alla stregua di invocazioni di principio senza però ricadute concrete: l’innovazione della didattica.

A sopperire a questa grave lacuna (grave perché dovrebbe essere l’ossatura della riforma, non un eventuale abbellimento), ci hanno pensato spesso i singoli istituti sparsi per lo stivale che, nonostante budget di investimento prossimi allo zero, hanno saputo re-inventare lo stare in classe, il ruolo dell’insegnante, le modalità di apprendimento e interazione degli studenti.

Piovono bufale

Piovono bufale

Elenco (purtroppo parziale) delle principali bufale girate sul web nelle ultime settimane.

  • La profuga col cellulare. Nelle scorse settimane è stato denunciato un ventenne siciliano che inventava bufale per aumentare i contatti sul proprio sito: una delle più discusse era quella del profugo che si faceva un selfie sulla spiaggia appena sbarcato. Secondo i giornali, il protagonista di questa storia ha dichiarato di non avere sentimenti razzisti ma di essere guidato solo dal desiderio di guadagnare grazie ai banner pubblicitari.

10 consigli per far crescere la tua Web Reputation

10 consigli per far crescere la tua Web Reputation

Direttamente dalla Fiera del Lavoro Sociale progettata e realizzata dal Cospes Salesiani Sardegna in collaborazione con Metis42 nell’ambito del programma Garanzia Giovani Sardegna, vi proponiamo le slide del seminario “Pillole di web reputation per le imprese e per chi sta cercando lavoro”, dove presentiamo alcuni consigli pratici per usare al meglio il web e i social

E’ una “supercazzola” ma la commento lo stesso

E’ una “supercazzola” ma la commento lo stesso

Due piccole storie sassaresi per confermare – non che ce ne fosse bisogno – una conclusione raggiunta nel 2013 dalla Northeastern University di Boston: la veridicità o meno dei contenuti di un post è irrilevante per quanto riguarda il numero dei commenti sui social. Le notizie possono essere false o di cattivo gusto ma vogliamo commentarle lo stesso.

Quando un’amicizia su Facebook costa il posto di lavoro

Quando un’amicizia su Facebook costa il posto di lavoro

Come nel finale di una puntata di Colombo, con il tenente trasandato che incastra l’assassino usando un banalissimo trucchetto. Nei panni di Peter Falk si è ritrovata nel 2012 un’azienda abruzzese, che ha usato un espediente digitale per provare la condotta inadempiente di un dipendente. L’uomo, già sanzionato nel 2003 e 2009 per aver violato le regole dell’azienda, il 21 agosto si era allontanato dal posto di lavoro per una telefonata privata di quindici minuti. Questo gli aveva impedito di accorgersi che una lamiera aveva bloccato una pressa del ciclo di produzione, provocando dei danni alla stamperia.

Fidenia il “social” per la scuola

Fidenia il “social” per la scuola

Un anno fa nasceva una nuova esperienza “social” molto speciale, Fidenia. Oggi cerchiamo di scoprirla insieme per capire le opportunità e le potenzialità di un social network nato, pensato e organizzato per le esigenze e i protagonisti del mondo della scuola: insegnanti, studenti e genitori, un luogo di incontro e scambio che può rivelarsi davvero utile!

La lezione di Soci@lmente consapevoli

La lezione di Soci@lmente consapevoli

Vogliamo condividere alcune lezioni apprese durante “Soci@lmente consapevoli”, l’evento sul tema del cyberbullismo promosso dal Corecom Sardegna in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Agcom, le Ragazze Terribili) e noi di Metis42 (con il patrocinio del MIUR e del Comune di Sassari).

1) Il bullismo digitale nasce sempre nel mondo fisico: sui social si sposta una persecuzione che prende il via a scuola o nei luoghi fisici di incontro dei giovani. Il social ha la funzione di amplificare e rendere permanente l’azione dei bulli;

“Be social, be happy!” per prevenire a scuola il cyberbullismo

“Be social, be happy!” per prevenire a scuola il cyberbullismo

Al via domani all’Istituto di istruzione superiore “Antonio Segni” di Ozieri il progetto “Be social, be happy!” una serie di incontri nelle scuole per la prevenzione al cyberbullismo attraverso un percorso di sensibilizzazione ad un uso più consapevole e responsabile degli strumenti digitali, in particolar modo dei social network.

8 esempi di sharing economy. L’antica arte del dono si mette in rete

8 esempi di sharing economy. L’antica arte del dono si mette in rete

Dal cibo alle auto, dalle vacanze ai figli, dal condomino al riuso sostenibile: quando le persone sul web mostrano la parte migliore di sé

  [Piccola premessa personale. Scrivo questo post con lo stomaco ancora chiuso dalla continua lettura di diversi (troppi) nauseanti commenti sui social network carichi di letame immotivato (e alimentato dai noti inqualificabili fomentatori di odio) nei confronti delle stragi continue di migranti sul nostro Mediterraneo. Avevo bisogno di un bagno calmo e sano nella parte più bella del web, quella formata da reti di persone  che mettono in gioco e a disposizione di tutti le proprie passioni, esperienze, competenze. Con un risultato finale che è infinitamente superiore alla somma delle singole parti.]  

Stiamo parlando di sharing economy, tradotto in italiano “economia della condivisione” o, se preferite, “del dono”.

8 consigli per diventare “il professore che ci piace”: parola di studente!

8 consigli per diventare “il professore che ci piace”: parola di studente!

Io ne sono fermamente convinta: gli studenti, non tutti ma molti, la sanno lunga … soprattutto sui loro professori!

Ebbene si, i ragazzi hanno delle idee! Sulla scuola, sullo studio, sui professori, su quello che vorrebbero fare e come e, se gli viene data la possibilità, hanno il desiderio di farsi sentire, di esprimersi e di comunicare.

Troppo spesso pensiamo e crediamo che i ragazzi non abbiano niente da dire, che si lascino scivolare addosso ciò che accade ogni giorno ma questa visione è semplicistica e riduttiva: un esempio?
Guardate questo video e poi ne parliamo…

Il dilemma del cornuto 2.0

Il dilemma del cornuto 2.0

Nel 2012 l’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani rivelava che il venti per cento delle infedeltà coniugali (una su cinque) veniva scoperto grazie al controllo della posta elettronica e del telefonino del coniuge fedifrago. Oggi, dopo l’esplosione di WhatsApp, la percentuale sarà ulteriormente salita.

La nostra vita scorre talmente sulle autostrade digitali che è naturale che rimanga traccia delle scappatelle o delle semplici amicizie “pericolose”. Ed è naturale che chi ha sospetti ceda alla tentazione di frugare nello smartphone del partner.