I diritti dei nativi digitali

I diritti dei nativi digitali

Condividiamo molto volentieri un video del Centro Studi Erickson a cura della dr.ssa Maria Maura (insegnante, educatrice e formatrice) sui diritti dei nativi digitali ossia della generazione dei nostri piccoli bambini nati nell’era degli smartphone, dei touch screen, del web 2.0

Nasce Weschool, piattaforma web per innovare la didattica

Nasce Weschool, piattaforma web per innovare la didattica

Si chiama WeSchool e viene lanciata come “piattaforma digitale che dà i «superpoteri» ai prof”.

E’ il nuovo strumento digitale lanciato da Oilproject, piattaforma nata dall’intuizione di un giovane italiano (allora) diciottenne, di nome Marco De Rossi, che è riuscito nell’impresa di creare  la scuola online più grande d’Italia, con migliaia di testi, video, riassunti, lezioni di tutte le materie a disposizione (gratuitamente) degli studenti.

Genitori digitali: tre incontri per capire come educare al tempo di internet

Genitori digitali: tre incontri per capire come educare al tempo di internet

A partire dal prossimo 24 febbraio a Sassari presso il Centro di Preparazione alla Famiglia si terranno tre incontri organizzati da Metis42 dal titolo “Genitori digitali: educare al tempo di internet“.

Chi di noi non si è mai posto almeno una volta una di queste domande:

  • Cosa fa mio figlio tutto il giorno attaccato allo smartphone?
  • È lì che naviga per ore, posso stare tranquillo? Lo devo controllare?
  • Quali rischi corre mio figlio quando naviga in internet?
  • Come funziona Facebook?
  • Mi figlia sta sempre lì a farsi selfie. Ma chi vede quelle foto? Devo preoccuparmi?

A partire da queste domande molto concrete approfondiremo il tema dell’educazione digitale. L’iniziativa è rivolta a tutti quei genitori (ma anche insegnanti ed educatori) che sentono la necessità di acquisire princìpi, regole, strumenti e strategie per accompagnare i propri figli nel mondo digitale, conoscendone i rischi ma anche – e soprattutto – le opportunità. 

Come si dice Abbecedario in linguaggio binario?

Come si dice Abbecedario in linguaggio binario?

Ho un figlio in prima elementare che sta scoprendo le meraviglie dell’alfabeto: vocali, consonanti e tutti gli intrecci che danno forma alle parole. Per questo ho letto con attenzione sull’ultimo Internazionale un’inchiesta dedicata alle scuole inglesi: le prime nel G7 a introdurre l’informatica obbligatoria per tutti gli studenti tra i 5 e i 16 anni. Nessun volo pindarico: all’età di 7 anni i bambini devono essere già in grado di scrivere un programma informatico perché – pare ne siano convinti i genitori anglosassoni – saper programmare è importante come leggere e fare i conti.

Ecco l’identikit dei nativi digitali di Sassari e dintorni

Ecco l’identikit dei nativi digitali di Sassari e dintorni

Iperconnessi. Whatsapp-dipendenti. Vivono la loro dimensione “social” soprattutto come estensione spazio-temporale delle relazioni con gli  amici. La loro “vita in digitale” non è più un’appendice di quella reale, ma una semplice e naturale estensione. Problemi e cose spiacevoli avvenute on line? Sì, ma nella maggior parte dei casi sono state individuate in modo naturale delle strategie per venirne a capo. L’esperienza quotidiana e prolungata sul web insegna a capire a cosa si deve prestare più attenzione. In tutto questo, i genitori? In due parole soltanto: poco presenti.

Ecco in estrema sintesi l’identikit dei nativi digitali di Sassari e dintorni. Un quadro emerso grazie al progetto Be Social Be Happy curato da Metis42, iniziato a maggio di quest’anno e tutt’ora in corso in molte scuole del territorio.

Le 5 regole per fare un buon selfie

Le 5 regole per fare un buon selfie

Non tutti i selfie sono uguali. Almeno secondo un algoritmo messo a punto dal ricercatore Andrej Karpathy, che grazie a questa trovata informatica avrebbe trovato la pietra filosofale del nuovo millennio: gli ingredienti per fare un ottimo autoscatto da social.
Lo studioso ha scandagliato ben due milioni di foto postate sui social con l’hashtag #selfie, individuando quei dettagli che consentono ai nostri ritratti di emergere nel diluvio di facce rovesciate quotidianamente nella Rete. Ecco le cinque caratteristiche vincenti:

Sardinia Code Week, alla scoperta delle competenze del futuro

Sardinia Code Week, alla scoperta delle competenze del futuro

Dal 10 al 18 ottobre in tutta Europa (e anche in Sardegna) si svolge la European Code Week, un’insieme di iniziative gratuite, promosse dal basso e su base volontaria dedicate ad imparare le basi della programmazione informatica.

Ormai il “saper programmare” è considerata una competenza fondamentale per gli studenti che si preparano al futuro, alla pari del “saper scrivere, leggere e far di conto”.

Ma che cosa è di preciso il “coding”?

In informatica equivale alla “stesura di un programma”, cioè la capacità di elaborare una sequenza d’istruzioni che, eseguita da un computer, dà forma a tutto ciò che, di digitale, usiamo tutti i giorni.

Nel mondo d’oggi (e di domani), acquisire familiarità con i concetti di base dell’informatica è un elemento fondamentale nel nostro processo di formazione, non solo come persone, studenti o lavoratori, ma anche come cittadini.

Le 5 lezioni “digitali” di Vivian Maier

Le 5 lezioni “digitali” di Vivian Maier

Ci sono ancora due settimane di tempo per visitare al MAN di Nuoro la mostra dedicata a Vivian Maierla bambinaia americana che per cinquant’anni ha fotografato la vita nelle strade di New York e Chicago senza mai far conoscere il proprio lavoro.

Agli occhi di un educatore digitale questa esposizione – davvero emozionante – stimola almeno cinque interrogativi. Eccoli:
Anni ’40, i nerd sassaresi che anticiparono Skype

Anni ’40, i nerd sassaresi che anticiparono Skype

E’ nel 1948 che i sassaresi hanno scoperto Skype, o almeno il suo più lontano antenato: la banda radioamatoriale. Nel luglio di quell’anno, il quotidiano locale Il Corriere dell’Isola rivelò l’esistenza di una comunità che oggi definiremmo di nerd: un gruppo di “ingegneri, medici, avvocati, impiegati, studenti, ufficiali dell’esercito e dei carabinieri” con la passione per le onde radio. Chi è nato prima degli anni Novanta avrà sentito parlare spesso dei radioamatori – anche perché proprio un sassarese, Francesco Cossiga, era uno dei più noti in Italia – poi con l’avvento di internet questo mondo è stato un po’ dimenticato.