Come si dice Abbecedario in linguaggio binario?

Come si dice Abbecedario in linguaggio binario?

Ho un figlio in prima elementare che sta scoprendo le meraviglie dell’alfabeto: vocali, consonanti e tutti gli intrecci che danno forma alle parole. Per questo ho letto con attenzione sull’ultimo Internazionale un’inchiesta dedicata alle scuole inglesi: le prime nel G7 a introdurre l’informatica obbligatoria per tutti gli studenti tra i 5 e i 16 anni. Nessun volo pindarico: all’età di 7 anni i bambini devono essere già in grado di scrivere un programma informatico perché – pare ne siano convinti i genitori anglosassoni – saper programmare è importante come leggere e fare i conti.

Le 5 regole per fare un buon selfie

Le 5 regole per fare un buon selfie

Non tutti i selfie sono uguali. Almeno secondo un algoritmo messo a punto dal ricercatore Andrej Karpathy, che grazie a questa trovata informatica avrebbe trovato la pietra filosofale del nuovo millennio: gli ingredienti per fare un ottimo autoscatto da social.
Lo studioso ha scandagliato ben due milioni di foto postate sui social con l’hashtag #selfie, individuando quei dettagli che consentono ai nostri ritratti di emergere nel diluvio di facce rovesciate quotidianamente nella Rete. Ecco le cinque caratteristiche vincenti:
Le 5 lezioni “digitali” di Vivian Maier

Le 5 lezioni “digitali” di Vivian Maier

Ci sono ancora due settimane di tempo per visitare al MAN di Nuoro la mostra dedicata a Vivian Maierla bambinaia americana che per cinquant’anni ha fotografato la vita nelle strade di New York e Chicago senza mai far conoscere il proprio lavoro.

Agli occhi di un educatore digitale questa esposizione – davvero emozionante – stimola almeno cinque interrogativi. Eccoli:

Anni ’40, i nerd sassaresi che anticiparono Skype

Anni ’40, i nerd sassaresi che anticiparono Skype

E’ nel 1948 che i sassaresi hanno scoperto Skype, o almeno il suo più lontano antenato: la banda radioamatoriale. Nel luglio di quell’anno, il quotidiano locale Il Corriere dell’Isola rivelò l’esistenza di una comunità che oggi definiremmo di nerd: un gruppo di “ingegneri, medici, avvocati, impiegati, studenti, ufficiali dell’esercito e dei carabinieri” con la passione per le onde radio. Chi è nato prima degli anni Novanta avrà sentito parlare spesso dei radioamatori – anche perché proprio un sassarese, Francesco Cossiga, era uno dei più noti in Italia – poi con l’avvento di internet questo mondo è stato un po’ dimenticato.

Piovono bufale

Piovono bufale

Elenco (purtroppo parziale) delle principali bufale girate sul web nelle ultime settimane.

  • La profuga col cellulare. Nelle scorse settimane è stato denunciato un ventenne siciliano che inventava bufale per aumentare i contatti sul proprio sito: una delle più discusse era quella del profugo che si faceva un selfie sulla spiaggia appena sbarcato. Secondo i giornali, il protagonista di questa storia ha dichiarato di non avere sentimenti razzisti ma di essere guidato solo dal desiderio di guadagnare grazie ai banner pubblicitari.
E’ una “supercazzola” ma la commento lo stesso

E’ una “supercazzola” ma la commento lo stesso

Due piccole storie sassaresi per confermare – non che ce ne fosse bisogno – una conclusione raggiunta nel 2013 dalla Northeastern University di Boston: la veridicità o meno dei contenuti di un post è irrilevante per quanto riguarda il numero dei commenti sui social. Le notizie possono essere false o di cattivo gusto ma vogliamo commentarle lo stesso.

Quando un’amicizia su Facebook costa il posto di lavoro

Quando un’amicizia su Facebook costa il posto di lavoro

Come nel finale di una puntata di Colombo, con il tenente trasandato che incastra l’assassino usando un banalissimo trucchetto. Nei panni di Peter Falk si è ritrovata nel 2012 un’azienda abruzzese, che ha usato un espediente digitale per provare la condotta inadempiente di un dipendente. L’uomo, già sanzionato nel 2003 e 2009 per aver violato le regole dell’azienda, il 21 agosto si era allontanato dal posto di lavoro per una telefonata privata di quindici minuti. Questo gli aveva impedito di accorgersi che una lamiera aveva bloccato una pressa del ciclo di produzione, provocando dei danni alla stamperia.

La lezione di Soci@lmente consapevoli

La lezione di Soci@lmente consapevoli

Vogliamo condividere alcune lezioni apprese durante “Soci@lmente consapevoli”, l’evento sul tema del cyberbullismo promosso dal Corecom Sardegna in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Agcom, le Ragazze Terribili) e noi di Metis42 (con il patrocinio del MIUR e del Comune di Sassari).

1) Il bullismo digitale nasce sempre nel mondo fisico: sui social si sposta una persecuzione che prende il via a scuola o nei luoghi fisici di incontro dei giovani. Il social ha la funzione di amplificare e rendere permanente l’azione dei bulli;

Quando il curriculum è un best seller

Quando il curriculum è un best seller

Per cercare lavoro bisogna essere dei bravi romanzieri. Talmente capaci nell’arte del racconto da rendere interessante e attraente l’unica storia che conosciamo veramente a fondo: la nostra. Nel giorno della festa dei lavoratori, vale la pena sottolineare uno degli aspetti più stimolanti dell’epoca 2.0: ognuno di noi ha la possibilità di raccontare vita, studi, competenze e aspirazioni come nessun altro aveva potuto fare prima.

Alcune ricerche rivelano che ogni curriculum vitae viene letto in pochi secondi:

Sei cose da sapere prima di regalare un drone a nostro figlio

Sei cose da sapere prima di regalare un drone a nostro figlio

Ormai è possibile acquistare i droni – i piccoli elicotteri tuttofare di cui si fa un gran parlare – anche nei negozi di giocattoli. Prima di metterlo in mano ai nostri figli, però, è bene sapere alcune cose.

1) Il drone è una macchina volante e quindi è sottoposta alle regole stabilite dall’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile.

2) Qualora non si possieda un regolare brevetto di pilotaggio, il drone acquistato nei negozi può essere utilizzato solo in due situazioni: negli spazi al chiuso o in una pista per aeromodelli. In nessun caso mai sopra la testa delle persone.

Il dilemma del cornuto 2.0

Il dilemma del cornuto 2.0

Nel 2012 l’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani rivelava che il venti per cento delle infedeltà coniugali (una su cinque) veniva scoperto grazie al controllo della posta elettronica e del telefonino del coniuge fedifrago. Oggi, dopo l’esplosione di WhatsApp, la percentuale sarà ulteriormente salita.

La nostra vita scorre talmente sulle autostrade digitali che è naturale che rimanga traccia delle scappatelle o delle semplici amicizie “pericolose”. Ed è naturale che chi ha sospetti ceda alla tentazione di frugare nello smartphone del partner.

Vivere o fotografare?

Vivere o fotografare?

E’ meglio ottenere un “mi piace” o godersi le esperienze? Lo studioso americano David Maxfield si trovava in spiaggia con la piccola nipote quando si rese conto che stava perdendo di vista le priorità: “Ero così intento a ottenere una buona immagine da caricare sui social – racconta sul sito venturebeat.com – che non mi sono goduto il momento di relax”.

E così, insieme a Joseph Grenny ha promosso una ricerca proprio su questa distorsione della vita social. Risultato, il 58 per cento degli intervistati ha ammesso che in tante occasioni la mania di scattare ha impedito di vivere fino in fondo un bel momento. Il 91 per cento ha raccontato di aver visto turisti talmente concentrati sullo smartphone o sulla reflex alla ricerca dello scatto perfetto, da non rendersi conto di avvenimenti importanti che si svolgevano nello stesso istante.