Chi fa da sé fa per tre?…Non credo proprio!

Non ho mai avuto un amore particolare per detti e proverbi e credo che il famoso “Chi fa da sé fa per tre” sia uno di quelli più sbagliati e diseducativi in assoluto! Al contrario è importante insegnare ai bambini, fin da piccoli, a giocare, confrontarsi, lavorare e affrontare problemi in gruppo.

L’apprendimento collaborativo non solo aiuta a raggiungere risultati migliori ma fa crescere nei bambini l’attitudine al confronto, al dialogo, all’ascolto e alla comprensione delle differenze.
Insegnare e adottare il metodo dei lavori di gruppo durante le ore di lezione, fin dalla scuola dell’infanzia, permette di raggiungere obiettivi che le lezioni frontali tradizionali non ci consentono di raggiungere, senza dimenticare che ciò che si apprende dal confronto e dalla mediazione resta indelebilmente impresso nei nostri cuori e nelle nostre menti.lavoro2

Un gruppo di psicologi ricercatori del Center for the Study of Reading dell’ateneo dell’Illinois ha voluto analizzare come la collaborazione all’interno di un gruppo di allievi influisca sul loro processo decisionale.

Nella loro ricerca hanno lavorato con 760 studenti americani di quinta elementare in un ciclo di seminari durato sei settimane su un argomento specifico. Una parte del campione lavorava a gruppi, una parte invece lavorava ascoltando le spiegazioni dell’insegnante.

I ricercatori hanno potuto notare che i bambini che avevano lavorato in gruppo erano più preparati nel prendere rapidamente e razionalmente decisioni giuste riguardanti le problematiche che venivano presentate, non solo durante i lavori collettivi ma anche in lavori da fare individualmente.

I bambini, infatti, riproponevano gli stili imparati nel lavoro di gruppo come, per esempio, analizzare i temi sotto aspetti differenti riconoscendo più di un elemento dei problemi, individuare più argomenti a supporto delle diverse scelte possibili, soppesare costi e benefici legati alle varie soluzioni. Questo insieme di elementi non comparivano invece nelle decisioni e nei temi preparati dai ragazzini che avevano lavorato solo con l’insegnante, senza potersi confrontare con i loro pari.

La ricerca ha dimostrato che davanti a un argomento specifico, lo studio collaborativo rende lo studente meno passivo e gli permette di sviluppare maggiormente le capacità decisionali autonome e strutturate e questo non è utile solo a scuola ma soprattutto nella vita!

In un momento storico in cui viene esaltato l’individualismo e le capacità del singolo, riscoprire il valore del gruppo, della collaborazione e del confronto è davvero un prezioso regalo che possiamo fare ai nostri bambini e ragazzi.

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