Ecco l’identikit dei nativi digitali di Sassari e dintorni

Iperconnessi. Whatsapp-dipendenti. Vivono la loro dimensione “social” soprattutto come estensione spazio-temporale delle relazioni con gli  amici. La loro “vita in digitale” non è più un’appendice di quella reale, ma una semplice e naturale estensione. Problemi e cose spiacevoli avvenute on line? Sì, ma nella maggior parte dei casi sono state individuate in modo naturale delle strategie per venirne a capo. L’esperienza quotidiana e prolungata sul web insegna a capire a cosa si deve prestare più attenzione. In tutto questo, i genitori? In due parole soltanto: poco presenti.

Ecco in estrema sintesi l’identikit dei nativi digitali di Sassari e dintorni. Un quadro emerso grazie al progetto Be Social Be Happy curato da Metis42, iniziato a maggio di quest’anno e tutt’ora in corso in molte scuole del territorio.

La ricerca ha coinvolto finora circa 120 studenti dagli 11 ai 16 anni delle scuole medie e del primo biennio delle superiori. A questi si aggiungono anche alcuni bambini di quinta elementare che però, in questa prima analisi, per un discorso di omogeneità del dato abbiamo deciso di non considerare.

Il 44% degli intervistati è uomo, il 56% donna. L’età media è di 13 anni. Gli studenti appartengono a scuole medie e superiori di Sassari, Ploaghe, Ozieri e Sennori. Anticipiamo in sette punti alcuni dati interessanti che analizzeremo nel corso di due incontri che si terranno a Sassari lunedì 16 novembre presso Gli Improbabili e venerdì 20 novembre presso Il Sogno.

  1. Identikit dei nativi digitali di sassari e dintorni - Metis42 - IperconnessiIperconnessi: il 32% trascorre sul web almeno tre ore ogni giorno (il 16% più di cinque).

    Una quota simile (37%) dedica alla navigazione da una a tre ore al giorno, ma il web è ormai un fatto del tutto intrinseco alla vita dei nostri ragazzi. Solo il 2% non lo utilizza per nulla. Un intervistato su cinque si dichiara “iperconnesso”: non spegne lo smartphone nemmeno la notte.

  1. Interazione di quartiere: ecco cosa fanno solitamente i nostri ragazzi quando navigano.

  • Interagiscono sui social network e chattano con gli amici (68%)
  • Guardano video, ascoltano e scaricano musica (65%)
  • Giocano (52%)

2. Chattare

Sono pochissimi quelli che partecipano a forum, curano un blog, programmano. Invece circa uno su due utilizza il web per studiare, informarsi, fare i compiti. C’è infine un 20% che ormai guarda la tv direttamente on line.

  1. Parola d’ordine: sempre vicini. Ecco i primi social network e i servizi di messaggistica a cui i nostri nativi digitali sono iscritti:

  • Whatsapp (93%)
  • Facebook (75%)
  • Instagram (65%)
  • Facebook messenger (62%)
  • Youtube (49%)

Nella società delle immagini e dei selfie impazzano tra i giovani, oltre ai servizi di messaggistica istantanea e al sempreverde Facebook, i social network di condivisione e produzione foto e video come Instagram e Youtube. Twitter è utilizzato solo dal 10% dei ragazzi. Il sistema è forse troppo complesso, l’esercizio della brevità (messaggi di massimo 140 caratteri), richiede forse troppo sforzo mentale. A questo social network i nostri ragazzi preferiscono Tumblr, Ask.fm, Spotity, Google+.

ragazzi look social

 

  1. Che cosa fanno i ragazzi sui social network? Semplice, continuano a relazionarsi con gli amici.

Per loro il social network è semplicemente l’estensione del luogo fisico in cui normalmente trascorrono la loro vita. È così per due intervistati su tre. La conferma di questo dato è data dal fatto che solo il 10% dichiara di “relazionarsi con chiunque entri in contatto con loro”.

I social network sono anche il luogo privilegiato per guardare e condividere video (65%) e per postare foto e pensieri personali (54%) o per informarsi leggendo i post di altri utenti (40%).
interessante il fatto che un terzo dei nativi digitali utilizzi le piattaforme social anche per scambiare idee, materiali e informazioni con i compagni per le attività scolastiche e che condivida link e materiali che ritiene interessanti.

I social network insomma sono una vera e propria finestra aperta sul mondo (a partire dai propri beniamini della musica, dello spettacolo e dello sport, seguitissimi da almeno il 33% degli intervistati), ma il luogo fondamentale di sperimentazione è il cortile (o se vogliamo usare un termine caro a noi immigrati digitali, il “muretto”) delle amicizie quotidiane.

 

  1. Sensibilità e attenzione, a corrente alternata.

5. Chat social tra ragazziÈ interessante notare che l’80% dei nostri nativi digitali dichiari di prestare “molta attenzione” a ciò che decidono di pubblicare relativamente a ciò che li riguarda personalmente, comprese le informazioni “private” come l’indirizzo, il numero di telefono, etc.

Decisamente minore invece l’attenzione che viene dedicata alla pubblicazione e condivisione di foto, video e informazioni  degli amici o di soggetti esterni (circa il 66% afferma di prestarvi molta attenzione).

Il nervo scoperto invece è nel rapporto con la pubblicazione di commenti e opinioni personali (basta leggere Facebook e si capisce) o nella condivisione di contenuti senza fonte certa (le cosiddette bufale): solo un intervistato su tre dichiara di dedicarci la dovuta precauzionale attenzione. Ma questo, sono pronto a scommetterci quello che volete, è un problema non solo dei ragazzi.

  1. Qualcosa di spiacevole online? Sì, è accaduto a un intervistato su due.

6. CyberbullismoIl 27% dichiara di aver pubblicato almeno una volta qualcosa di cui si è in seguito pentito, mentre un altro 21% afferma che, pensandoci bene, forse di alcune cose che ha pubblicato potrebbe pentirsi in futuro. In questo dato dobbiamo registrare comunque una consapevolezza di fondo: per la quasi totalità degli intervistati i social non sono il luogo in cui raccontare tutto di sé come fosse il proprio diario personale. Il contraltare di questo dato è che invece il 57% dei ragazzi utilizza le chat (whatsapp, facebook messenger, etc.) anche per confidarsi e scrivere cose private, spesso senza pensare che quei messaggi personali potrebbero essere facilmente divulgati attraverso gli strumenti digitali.

  1. La famiglia? Non pervenuta.

Alla domanda “i tuoi genitori sanno che cosa fai sui social e cosa pubblichi?”, solo il 31% ha risposto sì. La questione è urgente. La famiglia sembra essere assente. Oppure esercita forme di controllo e di educazione fondate sullo “spionaggio” che non sulla condivisione di regole di vita. Sì, anche di quella digitale.7.Genitori digitali

Occorre riconnettere i fili. Occorre che noi genitori, immigrati digitali, troviamo delle nuove strategie educative per essere presenti, poter dire ai nostri figli “non ho paura della rivoluzione digitale”, forse non ci capirò mai quanto te, ma sono il tuo genitore, con te posso affrontare i problemi, trovare le soluzioni, esserci, aiutarti a crescere.

È una nuova sfida non più rimandabile. Per questo come associazione Metis42 abbiamo organizzato a Sassari due eventi insieme a un network di amici. Il primo, progettato insieme agli Improbabili, si svolgerà lunedì 16 novembre. Si intitola “Genitori e figli: social, insieme” ed è rivolto alla famiglia nel suo completo. Per iscrizioni il link è questo.

Il secondo incontro invece, rivolto ai genitori, si svolgerà venerdì 20 novembre insieme all’Associazione Il Sogno a partire dalle ore 19,30. Il  titolo è “Essere genitori digitali”. Per saperne di più cliccate qui.

Intanto l’indagine verso i nativi digitali di Sassari e dintorni continua. A presto, con nuovi aggiornamenti!

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