A scuola diamo voce alle qualità positive degli studenti

Entusiasmo, collaborazione, coraggio, autostima, condivisione … è possibile sviluppare, valorizzare e valutare queste qualità negli studenti?

In Islanda la scuola sta adottando un sistema di valutazione che, oltre a tenere conto del rendimento scolastico riferito alle materie, considera anche l’atteggiamento che l’alunno ha a scuola.

L’assunto di partenza è che non sia importante solo l’apprendimento cognitivo delle discipline, con i relativi voti, ma anche il “modo” in cui gli studenti vivono la scuola.
Attenzione: non stiamo parlando di disciplina in senso stretto e del famigerato voto in condotta!

Si tratta di prendere in considerazione l’entusiasmo, la partecipazione, il coraggio, l’autostima, la collaborazione

Ci possono essere studenti che hanno una media di voti molto alta ma magari non collaborano con gli altri, sono disinteressati ai lavori di gruppo, non partecipano alle discussioni, non danno contributi originali.

Viceversa, ci sono studenti che non brillano nelle discipline ma si “spendono” in classe, partecipano ai lavori e alle discussioni, collaborano con i compagni, esprimono apertamente e con coraggio le proprie opinioni, sono entusiasti e positivi.

Credo che sia giusto dare un “peso” a questi atteggiamenti e che queste qualità siano incentivate, sviluppate e coltivate, perché la scuola è una comunità che insegna discipline e contenuti ma educa anche alla vita comunitaria, al lavoro in team, al confronto e alla collaborazione.

Vi propongo di seguito 5 consigli, strategie, tecniche che provengono dall’Islanda, dall’insegnate e blogger Cinzia Fjola Fiorini, per sviluppare, intensificare, valorizzare e analizzare queste qualità nelle classi e in ogni studente, sono 5 modi di far lavorare la classe che permettono all’insegnante di proporre contenuti e, allo stesso tempo, di cogliere anche gli atteggiamenti e i comportamenti messi in atto.

1. L’alunno non è più la vittima del sistema educativo, ma l’artefice, in altre parole è colui che dà le linee su cui vengono costruiti i valori e le conoscenze necessarie. Una sorta di costruttivismo (Piaget) dove i bambini dicono la loro sulla materia scolastica e da quella conoscenza i bambini possono aggiungere nozioni sempre più importanti e complesse. Per fare ciò si può utilizzare il semplice metodo del “circle-time” dove gli alunni si siedono in cerchio e guidati dall’insegnante neutrale si cerca di arrivare ad una comune idea, rispetto a un dato argomento, che sia la più vicina alla mentalità degli alunni. Il circle-time è un luogo dove si rispetta il punto di vista di tutti, si parla uno alla volta e sono assolutamente vietati i pregiudizi ma anche dove dar rilievo al pensiero critico.

2. L’espressione teatrale, come l’improvvisazione, può essere un metodo valutativo straordinario. Se le scuole fanno recite perché va tanto di moda si perde il significato della vera natura dell’ espressione teatrale. L’uso delle recite deve essere fatto con tanta parsimonia. Invece di mettere in scena una recita per far contenti i genitori è costruttivo concentrarsi su piccole improvvisazioni che tengono conto degli argomenti scolastici che gli alunni stanno imparando e valutare analogamente come l’alunno si sta esprimendo su argomenti che altrimenti avrebbe fatto fatica ad assimilare.

images3. Il disegno o la ricostruzione artistica di un argomento, collezionate in una cartella che poi verrà valutata dall’insegnante. In Islanda da 10 anni a questa a parte si dà molto peso alla cosiddetta “Vinnumappa” (tradotto = cartella di lavoro). Gli insegnanti decidono anticipatamente, insieme agli alunni, quali argomenti si vogliono collezionare, quali prodotti artistici creare, quando iniziare a collezionarli e quando finire. In questa cartella si possono collezionare i disegni più belli, le foto fatte al bambino mentre ballava o costruiva un modello di ingegneria, le frasi dette che hanno fatto ridere, o i modelli di cartapesta o creta.

4. La scuola “outdoor” è un altro metodo per valutare nel modo migliore la realtà del bambino. Non c’é niente di meglio della natura e degli spazi aperti per notare quali sono i veri sentimenti delle persone. Fuori dalle mura tutto diventa più naturale, più facile. Si possono fare tante cose come coltivare un orticello, creare oggetti costruiti con materiali trovati in natura oppure osservare i cicli della vita. Le uscite dalla classe sono un’ottima occasione di valutazione.

5. Infine un colloquio personale con ognuno degli studenti all’inizio dell’anno scolastico e un altro verso la metà dell’anno scolastico è utilissimo per valutare le aspettative di ognuno degli alunni e successivamente degli eventuali successi.

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