Anni ’40, i nerd sassaresi che anticiparono Skype

E’ nel 1948 che i sassaresi hanno scoperto Skype, o almeno il suo più lontano antenato: la banda radioamatoriale. Nel luglio di quell’anno, il quotidiano locale Il Corriere dell’Isola rivelò l’esistenza di una comunità che oggi definiremmo di nerd: un gruppo di “ingegneri, medici, avvocati, impiegati, studenti, ufficiali dell’esercito e dei carabinieri” con la passione per le onde radio. Chi è nato prima degli anni Novanta avrà sentito parlare spesso dei radioamatori – anche perché proprio un sassarese, Francesco Cossiga, era uno dei più noti in Italia – poi con l’avvento di internet questo mondo è stato un po’ dimenticato.

Ma nel 1948 la scoperta dei patiti della radiotrasmissione venne salutata con grande curiosità e meraviglia. Ben resa dall’inizio dell’articolo:

Ci è capitato, qualche giorno fa mentre ascoltavamo la radio nella gamma delle onde corte, precisamente su quel trattino della scala dove è segnato “dilettanti”, di sentire una voce che tra altre parole pronunciate in un codice sconosciuto, ha alcune volte ripetuto un nominativo seguito dal nome della nostra città”.

Il Corriere dell'Isola

Il giornalista descrive riti, regole e codici dei radioamatori, spiegando che al momento sono una ventina in Sardegna e che dialogano con persone in tutte le parti del mondo. Proprio la facilità a oltrepassare i continenti viene raccontata con toni che oggi ben si adattano alla rivoluzione di internet:

Stringono amicizia con persone diverse per razza, per colore, per religione, per costumi e idee. Persone che mai avranno l’occasione di conoscere personalmente, si chiamano per nome e usano fra loro una familiarità che solo una lunga vita in comune potrebbe giustificare. Si scambiano consigli, espongono le loro vicende, i risultati raggiunti, sono lieti di poter togliere dall’imbarazzo di un problema tecnico, un corrispondente lontano diecimila chilometri”.

Non sarebbe male far conoscere ai nostri ragazzi la storia di questi smanettoni ante litteram e la rigida etiquette che regolava i rapporti via onda radio. Quelle voci lanciate nell’aria dovevano avere qualcosa di magico.

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