A scuola senza zaino per crescere meglio

Ci piace continuare a cercare le belle esperienze di scuola sparse per il nostro paese perché, diciamo la verità, in Italia ci sono tante realtà positive e innovative che aspettano solo di essere conosciute e diffuse! Oggi la lente di ingrandimento di Metis42 vi mostra la realtà di “Senza zaino“.

Lo zaino, nella normalità della vita scolastica, è il simbolo per eccellenza dello studente; fin dalla scuola dell’infanzia, lo zaino è il segno tangibile che contraddistingue ogni alunno che si rispetti: libri, quaderni, astucci, materiali vari, e tutto ciò che è indispensabile a scuola e a casa.
E’ proprio ciò che collega la vita a scuola e la vita a casa.
Ogni giorno i nostri bambini e ragazzi vanno a scuola con i loro zaini pesanti e carichi fino a scoppiare, ebbene, qualcuno ha pensato che tutto questo avanti e indietro di materiali, di oggetti, di libri e quaderni forse poteva essere superato!
Senza zaino nasce pensando che ogni lavoratore trova i materiali per il suo lavoro nel luogo in cui lo svolge senza ogni volta doverselo portare dietro, senza quel senso di precarietà dato dallo zaino, dall’andare e venire di ciò che serve. Ahimè nelle nostre scuole gli studenti si sentono sempre “ospiti” e con le valigie pronte, non si sentono veramente a casa!

Togliere lo zaino quindi non è solo un gesto simbolico ma un reale ripensamento delle scuole, una ristrutturazione degli spazi ma anche della metodologia e della didattica.

Facciamo una sintesi di quello che succede nelle scuole Senza Zaino. I valori fondamentali sono tre:

classe SZLa responsabilità:
tutti i materiali stanno a scuola e sono condivisi, si lavora per gruppi che ruotano periodicamente e in ogni gruppo ci sono dei ruoli da ricoprire a turno. L’aula è suddivisa in zone di lavoro e i gli alunni possono fare anche lavori e attività diverse, agendo con molta autonomia e responsabilità.
La Comunità:
la classe diventa una vera comunità e si impara l’importanza e l’efficacia del lavoro di gruppo valorizzando anche i momenti dedicati all’agorà, al forum, al confronto tutti insieme.
L’ospitalità:
l’aula, e di conseguenza la classe, è ospitale, accogliente, duttile e pronta a trasformarsi in funzione delle reali necessità dell’apprendimento.

Anche gli spazi esterni vengono utilizzati e valorizzati il più possibile: corridoi, atri, giardini e aule – laboratorio.

Questa impostazione prevede l’utilizzo del metodo dell’Approccio Globale al Curricolo (Global Curriculum Approach). L’apprendimento globale prevede un curricolo fondato su:

1. l ’autonomia degli alunni che genera competenze
2. il problem – solving che alimenta la costruzione del sapere
3. l’attenzione ai sensi e al corpo che sviluppa la persona intera
4. la diversificazione dell’insegnamento che ospita le intelligenze, le potenzialità, le differenze
5. la co-progettazione che rende responsabili docenti e alunni
6. la cooperazione tra docenti che alimenta la formazione continua e la comunità di pratiche
7. i diversi strumenti didattici che stimolano vari stili e metodi di insegnamento
8. l’attenzione agli spazi che rende autonomi gli alunni
9. la partecipazione dei genitori che sostiene l’impegno della scuola
10. la valutazione autentica che incoraggia i progressi

Le scuole che decidono di aderire alle rete “Senza Zaino” vengono guidate passo passo per capire come trasformarsi e come formare i propri docenti, come attrezzare le aule, gestire la classe, progettare le attività, sviluppare il senso di comunità e coinvolgere le famiglie e il territorio.

Ad oggi le scuole Senza Zaino sono quasi 200 sparse in tutta Italia e il numero cresce ogni anno perché l’esperienza sul campo parla di una scuola che risponde maggiormente alle esigenze di apprendimento e di crescita dei bambini e dei ragazzi del 2000 che non possiamo pensare possano sentirsi a casa in una scuola che ormai ha quasi 100 anni!

 

fonte www.senzazaino.it

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