Famiglia assente all’appello della #buonascuola, mentre in Finlandia …

Tra i temi dibattuti nella tanto criticata proposta di riforma della scuola italiana, tra presidi-sceriffo, valutazione, formazione permanente dei docenti e via parlando, c’è un elemento a mio avviso molto  sottovalutato, quello del rapporto tra scuola e famiglia.

Nel testo in discussione al Senato la parola “genitori” compare solo 5 volte, in riferimento a un generico ruolo consultivo (a discrezione del dirigente) nella redazione del Piano di Offerta Formativa della scuola, e in previsione della creazione di un Comitato di Valutazione degli insegnati.  Anche la parola “famiglia” compare solo 5 volte, e sempre in riferimento ad indicazioni generiche di principio.

Insomma, pare che in Italia quello del rapporto tra scuola e famiglia sia  un argomento marginale. Eppure sin dalla riforma degli Organi Collegiali del 1974 e più avanti con la scuola dell’autonomia di Berlinguer degli anni 90, la famiglia avrebbe potuto giocare un ruolo ben più rilevante.

Le responsabilità sono ambivalenti: da un lato la maggior parte dei genitori delega ogni responsabilità educativo-scolastica all’istituzione, salvo il momento dei colloqui e dei voti finali. Basti vedere i livelli medi di adesione a momenti importanti per la democrazia scolastica come, ad esempio l’elezione dei rappresentanti di classe o d’istituto.

La scuola a sua volta vede con una certa insofferenza, o inopportuna ingerenza, un ruolo troppo attivo  dei genitori nelle faccende organizzative o, ancora di più, nella progettazione didattica.

Credo che una buona riforma non possa prescindere da una sinergia educativa tra scuola e famiglie. Dove questa sinergia è stata adottata l’intera organizzazione scolastica ne ha risentito positivamente.

L’occhio delle buone prassi cade nuovamente sul Nord Europa, nello specifico sulla Finlandia (ne avevamo discusso anche qui e qui). In questi giorni si parla molto della riforma della scuola adottata in Finlandia, che nel tempo ha dato ottimi frutti. Tra le diverse strategie messe in atto, una grande importanza è stata dedicata a rinsaldare e rafforzare il legame e la reciproca collaborazione tra scuola e famiglie.

genitori a scuola in Finlandia

Vediamo come funziona tale rapporto attraverso 6 parole chiave :

  • SUSSIDIARIETÀ: in Finlandia la politica dell’istruzione non è gestita dallo Stato ma rientra tra le competenze dell’Ente Locale. In questo modo il sistema finlandese riesce ad assicurare a tutti gli utenti un’offerta educativa flessibile e personalizzata, governata a livello locale con un forte coinvolgimento delle famiglie, per rispondere in modo adeguato alle differenti necessità degli alunni. È un modello molto diverso dal nostro, tuttora fortemente “accentrato” nella gestione delle risorse ed “uniforme” per i modelli organizzativi adottati;
  • ACCESSO ALL’INSEGNAMENTO: la programmazione dei posti di accesso alle lauree specialistiche abilitanti (a numero chiuso) per l’insegnamento è basata su stime realistiche dei futuri fabbisogni di personale docente concordate da tutti i soggetti interessati: Stato, università, Enti Locali, ma anche associazioni di genitori;
  • OFFERTA DIDATTICA: accanto ad un curricolo nazionale, in cui sono definite le discipline di base ed il numero di ore minime da dedicarvi, il sistema finlandese riconosce un grande spazio di intervento al curricolo locale, definito dalla singola scuola d’intesa con le famiglie e gli Enti Locali, che integra quello minimo nazionale innestandosi su esso. In pratica i genitori possono partecipare allo sviluppo dei curricoli locali e programmare sinergicamente gli studi dei loro figli;
  • VALUTAZIONE: l’orientamento ai risultati tipico del modello finlandese implica una chiara definizione degli obiettivi didattici e un monitoraggio sistematico del loro raggiungimento. Alla fine dell’anno, è compito dell’insegnante mettere a punto, insieme ai propri studenti e ai loro genitori, un curricolo individualizzato per ciascuno studente, che specifica ciò che lo studente deve fare per raggiungere risultati migliori.
  • PARTECIPAZIONE: i genitori partecipano alla vita scolastica sia a livello di scuola che di Comune. Ogni scuola è dotata di un regolamento stabilito d’intesa con le famiglie, che riguarda tutte le procedure e le decisioni di funzionamento della scuola e le norme di comportamento. A livello comunale o sovracomunale esiste il cosiddetto School Board, un organismo nominato dal Consiglio comunale nel quale i genitori, che si candidano su base volontaria, sono in genere molto presenti. Lo School Board ha una grande responsabilità nella gestione dei fondi. A livello scolastico esiste invece il “Comitato di cooperazione”, organo facoltativo con un mandato di 4 anni nel quale sono chiamati a far parte anche i genitori. Il comitato ha potere decisionale per quanto riguarda l’elaborazione degli orari e la preparazione del programma locale della scuola, e ha inoltre un ruolo consultivo e informativo per quanto riguarda:
    • lo sviluppo del programma scolastico,
    • la creazione di un clima positivo dentro le scuole,
    • il potenziamento dei rapporti tra scuola e famiglia,
    • il rafforzamento della collaborazione (anche informale) tra genitori e insegnanti;
  • ASSOCIAZIONE: a livello nazionale esiste l’Associazione finlandese dei genitori, forum che opera in collaborazione con le istituzioni educative, sociali e sanitarie e che coinvolge i genitori nelle questioni educative. A livello locale esistono circa 800 associazioni di genitori che svolgono la loro attività a carattere volontario e informale e che mirano a stabilire una collaborazione più stretta con la scuola. Queste associazioni lavorano soprattutto a livello prescolare e, tra le altre cose, raccolgono i fondi per le attività da svolgere nel tempo libero e per le visite culturali degli alunni.

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