Le 7 intelligenze (più una) per un arcobaleno della mente

Avevo un compagno di scuola che davvero non ne combinava una giusta, nelle materie da studiare: storia, geografia, scienze, niente…mandava a memoria pagine intere ma se saltava una riga era fregato.
La matematica per carità, i numeri lo facevano ammattire, si metteva le mani nei capelli e non c’era verso di farlo ragionare, la professoressa gettò la spugna dopo il primo quadrimestre!

Ma se gli capitavano tra le mani un foglio e una matita…avveniva la trasformazione: in men che non si dica da quella matita venivano fuori i fumetti più belli, geniali ed esilaranti che io avessi mai visto! Ma …

Ma la sua arguzia, il suo umorismo, lo stile grafico, la capacità di cogliere e enfatizzare le particolarità di ognuno di noi era un divertente passa tempo da mettere da parte … “E smettila di disegnare e pensa a studiare invece” gli dicevano.

Questo piccolo e personale esempio (credo che a molti sia capitato di avere in classe qualche personaggio simile) vuole essere solo un modo per riflettere, senza troppe pretese psicologiche, sulla bellissima teoria delle Intelligenze multiple di Howard Gardner che credo sia davvero fondamentale a scuola come a casa e in qualsiasi luogo si faccia educazione, per sviluppare le capacità di ognuno, aiutare ad apprendere e a sviluppare la mente.

“Si parla degli studenti come se si trattasse di persone che imparano nello stesso modo e che possiedono gli stessi tipi di visioni, le stesse conoscenze e gli stessi errori. Persone capaci delle stesse meccaniche prestazioni frutto di competenze disciplinari” dice Gardner, in realtà si possono individuare almeno 7 intelligenze che spiegano una gamma molto ampia di potenzialità umane nei bambini e negli adulti.

In particolare Gardner individua:

1. Intelligenza linguistica (abilità nell’uso del linguaggio e delle parole)
2. Intelligenza logico-matematica (abilità nel confronto e nella valutazione di oggetti concreti o astratti e nell’individuazione di relazioni e principi)
3. Intelligenza spaziale (abilità nel percepire e rappresentare gli oggetti visivi)
4. Intelligenza cinestetica (abilità nel controllo e nel coordinamento dei movimenti del corpo e nella manipolazione degli oggetti per fini funzionali o espressivi)
5. Intelligenza musicale (abilità nella composizione e nell’analisi di brani musicali e nella distinzione precisa di timbri,  ritmi e altezze dei suoni)
6. Intelligenza interpersonale (abilità di interpretare emozioni, motivazioni e stati d’animo degli altri)
7. Intelligenza esistenziale (abilità nel comprendere le proprie emozioni e incanalarle in forme accettabili dal punto di vista sociale)

Più di recente Gardner ha aggiunto una ottava intelligenza:
8. Intelligenza naturalistica (abilità di riconoscere piante, animali e altre parti dell’ambiente naturale)

7 intelligenze

Questa è naturalmente una schematizzazione (Gardner dedica pagine di profonde e acute riflessioni su ogni intelligenza – per approfondire segui il link) ma serve per concentrarci su un fatto che non so se condividerete.

La nostra scuola sviluppa e apprezza solo le prime due intelligenze e se qualcuno ne è carente, essendo invece dotato (anche in larga misura) delle altre, ahimè, a scuola avrà poco successo e crescerà col complesso di essere poco intelligente, non essere fatto per imparare o ancora, essere svogliato e pigro!

Tutto ciò che in qualche modo può essere ricondotto all’arte, alla musica, al teatro, all’espressività umana, alle capacità interpersonali, è “relegato” alla sfera del sentimento, della passione lontano dal rigore del sapere e della conoscenza!
Se il mio compagno, arguto fumettista, fosse stato valorizzato nelle sue reali capacità utilizzandole come mezzo che facilitasse l’apprendimento anche nelle discipline per lui così ostiche, forse non avrebbe vissuto la scuola come il luogo del fallimento.

Non si tratta di far suonare i musicisti, far recitare gli attori, disegnare gli artisti o correre gli sportivi, (che comunque non sarebbe negativo!) si tratta di rivedere il concetto stesso di intelligenza, di apprendimento e di didattica. La scuola non può credere che sia importante forgiare solo dei geni della matematica, della linguistica e della letteratura!

Ogni forma di intelligenza ha pari dignità e contribuisce alla crescita personale e sociale e ogni disciplina può essere affrontata inserendo stimoli che permettano a tutti, nella molteplicità delle capacità possedute, di interagire e apprendere.

Così, se spiegando un tema specifico si cerca di sollecitare i ragazzi utilizzando modi, esercizi e tecniche che gli facciano usare al meglio le loro abilità, sicuramente anche gli studenti più in difficoltà riuscirebbero ad affrontare le varie discipline con minori difficoltà.

Insomma la scuola deve contribuire ad armonizzare le diverse intelligenze creando un arcobaleno della mente in cui ogni abilità, così come ogni colore, è ugualmente bello ed importante.

 

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