Dai selfie ai belfie, fai che il passo non sia breve

Ho fatto di recente una scoperta raccapricciante: sull’onda della tendenza modaiola dei selfie, ne sta spopolando una nuova che però, come oggetto della foto, non ha la faccia, bensì il … ehm … deretano. Tale svago digitale assume il nome di “belfie”. Con tanto di accessoristica di supporto, come ad esempio il bastone, chiamato per l’appunto “belfie stick”, che aiuta il novello fotografo a posizionare lo smartphone nella posizione corretta e a completare l’autoscatto.

Cosa, se ci pensate bene, tutt’altro che semplice, se si vuole fare una foto davvero artistica e virale.

Metis42 - belfie stick

In realtà niente di nuovo.

Molti di noi li chiamavano “televisori”. In Grease venivano chiamati “mooning”, durante i quali per l’appunto i ragazzi porgevano le chiappe al vento ai passanti facendole sporgere fuori dal finestrino dell’auto in corsa. Erano e rimangono, se vogliamo, delle semplici goliardate, in qualche contesto anche divertenti, se non propriamente eleganti.

Occhio però: i nostri “televisori” erano destinati a una platea composta, al massimo, da qualche amico in un ambiente di festa, o tutt’al più a qualche malcapitato passante o automobilista.

Pubblicare il proprio lato B  sui social network può avere delle implicazioni che, una volta passato l’attimo di scanzonata ilarità, possono ben presto trasformarsi in un portentoso boomerang per la nostra reputazione digitale.

Se è vero che la nostra presenza sul web rappresenta oramai uno dei principali (forse il principale) veicolo per accedere nel mondo del lavoro, forse sarebbe meglio se il nostro potenziale datore di lavoro trovasse, come immagine in giro per il web, la nostra faccia (magari sobria) e non qualcos’altro.

E poi vale la regola aurea della quale abbiamo già parlato anche in questo precedente articolo: sui social la scrittura è indelebile, e così anche le foto che pubblichiamo. Diventa praticamente impossibile cancellarne il contenuto, a maggior ragione se quel contenuto ha assunto una forza virale magari inizialmente impensata.

metis42 - selfie in bagno

Quindi ogni volta che vi sentite in una condizione di “grilletto compulsivo”, scattate pure quel che volete, ma prima di pubblicare pensate sempre: che effetto avrà sulla mia reputazione? In futuro quell’immagine (o quel contenuto) potrebbe avere per me delle ripercussioni negative?

Insomma, prima di cliccare tenete in mente il seguente detto popolare: non pubblicate mai nulla di cui vostra nonna potrebbe vergognarsi.

Sempre in tema di selfie e belfie, si potrebbe approfondire anche la difficoltà che si riscontra, con alcuni noti personaggi, a riconoscerne la differenza. Ma questa è un’altra storia.

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