DOSSIER Scuola e digitale: in 5 – impietosi – dati, il ritardo dell’Italia in Europa

Indovinate? La scuola italiana è fanalino di coda in Europa per quanto riguarda le infrastrutture digitali. Lo dimostra un’indagine realizzata dalla Commissione Europea nel 2013 dal titolo “Survey of Schools: ICT in Education”, che ha messo a confronto il sistema scolastico di 31 paesi europei in rapporto al digitale. Il quadro d’insieme è sconfortante.

Abbiamo estratto 5 dati che sintetizzano (e simboleggiano) il divario del nostro paese rispetto al resto dell’Europa.

  1. 1 computer ogni 12 studenti nelle scuole superiori italiane, fanno peggio solo Grecia e Turchia. La media europea è di un computer ogni 4 studenti. Al primo posto la Norvegia: lì ogni studente ha il suo computer. Se si considerano i computer connessi a internet, il dato per l’Italia è di 91 studenti per computer, su una media UE di 14. In Norvegia il rapporto è 1:1: tutti i computer disponibili sono anche e normalmente connessi. Dei computer presenti nelle scuole italiane solo il 52% è operativo, su una media europea del 76%.
  2. 1 LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) ogni 200 studenti nelle scuole primarie italiane, la media UE è di 111 studenti. Il primo posto spetta sorprendentemente a Malta (1 LIM ogni 18 bambini). Va un po’ meglio nelle scuole medie, con 77 studenti per LIM in Italia, su una media europea di 100, mentre nelle superiori torniamo a essere deficitari: 200 studenti per LIM su una media UE di 167. Si distingue nuovamente la Norvegia con un rapporto di 1:38.
  3. L’Italia è il paese con la minore penetrazione di connessione a banda larga in tutta Europa: mediamente il 20% degli istituti medi e superiori e quasi il 40% di quelli primari non dispone di connessione a banda larga. Triste primato, e pure incontrastato quello italiano: il 34% degli studenti delle elementari (UE = 8%), il 25% di quelli delle medie (UE = 5%) e il 18% di quelli delle superiori (UE = 4%) non può connettersi. Male anche la qualità di connessione: quasi nessun istituto in Italia supera la velocità di 30 MB/sec, mentre nei paesi del nord Europa oltre la metà delle scuole viaggia a velocità anche tre volte superiori!
  4. Mediamente 1 studente italiano su 5 (ossia il 20% circa) ha accesso a un ambiente virtuale di apprendimento organizzato dalla scuola, contro una media UE del 51% e valori nei paesi del Nord che rasentano il 100%!
  5. Considerando tutti i fattori sopra esposti, solo 1 scuola italiana primaria su 10 e 1 scuola secondaria su 4 può dirsi “Highly digitally equipped”, ossia fortemente equipaggiata dal punto di vista digitale. Peggio di noi solo la Turchia, la Romania, la Polonia. La media europea è del 37% per le primarie e del 53% per le secondarie. Al top, manco a dirlo, Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca, dove può dirsi fortemente equipaggiato dal punto di vista digitale il 100% delle scuole!

È un divario profondo e impietoso, quello italiano. Un divario che, come vedremo nelle prossime puntate,  non è solo “infrastrutturale” (numero di PC e dotazione multimediale, presenza della banda larga, etc.), ma profondamente legato alle “competenze” di chi dovrebbe fare uso degli strumenti digitali messi a disposizione. Un divario mentale, prima che economico, forse ancora più difficile da colmare.

Possiamo parlare di emergenza digitale? Sì, perché un inadeguato investimento nella scuola significa continuare a perdere inesorabilmente competitività. E significa anche un’altra cosa: depauperamento dell’intelligenza collettiva, altri cervelli che prima o poi se ne andranno. E giustamente.

La recente proposta di riforma targata Renzi e chiamata “La buona scuola”, che nei prossimi giorni dovrebbe vedere la luce dopo un’ampia attività di ascolto dal basso tramite una piattaforma multimediale web (già questo sarebbe un segnale), sta lavorando anche in questa direzione. Ne seguiremo il cammino e i risultati giorno dopo giorno su questo blog. Nel frattempo potete consultare sul sito ufficiale de “La buona scuola” qui che cosa sta accedendo.

La buona scuola

Invece l’intero rapporto della Commissione Europea (in lingua inglese) da cui abbiamo estratto i dati visti sopra, è scaricabile qui.

Da parte nostra, ci piace sempre fare la parte di che considera il “bicchiere mezzo pieno”. Un bicchiere che è fatto anzitutto da quelle realtà di scuola sparse in tutta Italia che, con tanta buona volontà, creatività e anche un pizzico di sfrontatezza, nonostante le tante difficoltà quotidiane sono riuscite a fare del digitale un’opportunità e un’occasione di crescita. In questo blog vi racconteremo queste storie. Perché conoscerle e provare ad emularle è fare innovazione, provare a ridurre il divario, ritornare in gare. E, perché no, se non tornare a essere primi, poter almeno gareggiare ad armi pari.

Continua …

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